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L’Appennino per millenni è stato terra di transumanze. C’erano i grandi tratturi, specie in Abruzzo e in Molise dove transitavano ogni anno milioni di pecore da e per la Puglia. Poi c’erano quelli più piccoli, comunque strategici per lo spostamento delle greggi. La via Romana, o delle pecore, valicava i Martani e consentiva ai pastori della Maremma e dell’agro romano di raggiungere i pascoli della Valnerina.
Questo itinerario che parte da Acquasparta consente di ripercorrere un tratto molto interessante della strada delle pecore sotto il borgo di Macerino, dove è possibile ancora vedere alcune briglie idrauliche che trattenevano l’acqua usata per abbeverare le greggi di passaggio.
Il percorso inizia con un tratto su asfalto sulla Tiberina; gira per Cesi sulla provinciale e subito dopo prende una strada secondaria che sale al bel borgo di Portaria.
Di qui, in parte su strada e in parte per sentiero, si arriva al valico di Cima Forca. Si prende quindi un sentiero che scende verso il torrente Maroggia e si arriva al ponte romano, usato dai pastori per scavalcare il torrente sotto l’abitato di Macerino. Da Macerino, dopo aver visitato i suoi palazzi e la chiesa di pietra rosa, si può tornare a Cima Forca per la sterrata e poi proseguire a destra per Canepine. Da qui si scende velocemente per il sentiero delle Cento Volte fino ad Acquasparta, passando per la chiesetta montana di San Michele.
Il percorso proposto parte dal centro abitato di Acquasparta che si raggiunge, da Sud e da Nord con la SS 3 Bis (E45), uscendo allo svincolo di Acquasparta. Si può lasciare l’auto in centro oppure anche in prossimità dello svincolo stesso o nel parcheggio retrostante la stazione ferroviaria. Acquasparta, uno dei borghi più belli d’Italia, offre la possibilità di una sosta al termine della passeggiata, con la visita al centro storico, alla sua bella piazza e al Palazzo Cesi, prima sede dell’Accademia dei lincei fondata dal duca Federico Cesi ed oggi museo multimediale.