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Un viaggio nel tempo tra le rovine monumentali della città che scelse il declino per mancanza di difese. Le ultime campagne di scavo svelano i segreti del IV secolo.

Area archeologica di Carsulae

Adagiata lungo il tracciato della Via Flaminia occidentale, l’antica città di Carsulae continua a raccontare la sua storia millenaria. Oggi, quello che si presenta ai visitatori come un ampio parco archeologico d'eccezione, è il risultato di una stratificazione storica che affonda le radici nel III secolo a.C., in quel cruciale processo di romanizzazione che trasformò il cuore dell'Umbria.

Dallo splendore augusteo al mistero repubblicano
Sebbene la città sia nata in epoca repubblicana, è il volto di epoca augustea quello che domina il paesaggio attuale. Sotto il primo imperatore, Carsulae ricevette una monumentalizzazione grandiosa che finì per sovrapporsi quasi interamente alle strutture più antiche. È proprio questa "veste" imperiale, giunta fino a noi, a rendere il sito uno dei centri archeologici più suggestivi del Centro Italia, lasciando però ancora un velo di mistero sulla fase repubblicana, oggi la meno conosciuta dagli studiosi.

Il declino di una città "aperta"
Il patrimonio epigrafico parla chiaro: Carsulae visse un’epoca d'oro per gran parte dell'Impero. 
Tuttavia, il destino della città mutò drasticamente agli inizi del IV secolo d.C. 
Le ultime campagne di scavo hanno confermato una teoria affascinante quanto malinconica: l’abbandono definitivo del centro avvenne agli inizi del V secolo d.C.
In un’epoca in cui Roma non poteva più garantire la sicurezza dei territori, la città si scoprì vulnerabile. Priva di mura difensive e situata in una posizione difficilmente proteggibile, Carsulae venne lentamente abbandonata dai suoi abitanti, che preferirono siti più arroccati e sicuri.

La riscoperta moderna della città si deve all'instancabile lavoro di Umberto Ciotti, che tra il 1951 e il 1972 diede il via alle prime vere campagne di scavo sistematiche. 
Un lavoro che non si è mai interrotto e che prosegue ancora oggi, arricchendo costantemente la nostra comprensione del sito.
A memoria del suo impegno, il Centro Visita e Documentazione all'ingresso del parco porta oggi il suo nome. All'interno, oltre alla biglietteria, i visitatori possono ammirare una selezione dei reperti più significativi rinvenuti proprio durante le ricerche di Ciotti: frammenti di vita quotidiana e decorazioni monumentali che restituiscono voce a una città che, pur senza mura, ha saputo resistere al tempo.

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