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L’archeologo Massimiliano Gasperini ripercorre il lungo lavoro di ricerca condotto sul sito archeologico di Carsulae, a due passi da Cesi: «Sono ormai 15 anni che conduciamo indagini a Carsulae. Lo scorso anno ci siamo concentrati su un settore specifico della Domus, dove ipotizzavamo la presenza dell’area termale. Le ricerche hanno confermato questa ipotesi, permettendoci di individuare i forni e gli ambienti principali del complesso termale privato di quella che è una Domus di dimensioni straordinarie, oggi superiore ai 4mila metri quadrati». Gli studi, aggiunge Gasperini, suggeriscono che si tratti molto probabilmente di una proprietà di carattere imperiale. Per il futuro, le attività proseguiranno sia nella Domus, con l’obiettivo di completare le indagini, sia nell’area del Foro, dove sono già emersi tre edifici pubblici.
Il legame tra Carsulae e Cesi si rafforza anche attraverso il progetto “Cesi Porta dell’Umbria”, all’interno del quale si inseriscono iniziative di alta formazione. L’archeologo spiega infatti che è stata avviata una Summer School dedicata a studenti di archeologia provenienti da diverse università italiane e internazionali. Le attività didattiche si svolgono proprio a Cesi, dove gli studenti risiedono e utilizzano spazi dedicati per approfondire discipline come la geofisica, le tecniche di rilievo e la metodologia dello scavo archeologico. Le attività di ricerca e scavo sono sostenute dalla Fondazione Carit, che continua a rappresentare un partner fondamentale per lo sviluppo del sito. Per l’anno in corso è prevista una nuova edizione della Summer School, per la quale sono già in fase di raccolta le adesioni, con partecipanti attesi non solo dall’Italia ma anche dall’Australia.