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Definiti spesso come i "piccoli monti di mezzo", i Martani non puntano sull'altezza, ma sulla loro straordinaria posizione geografica.
Le cime dei Martani, erbose e arrotondate, offrono uno dei panorami più completi del Centro Italia. Chi raggiunge queste creste si trova su un vero e proprio balcone naturale: lo sguardo spazia dal Subasio al Terminillo, dai Sibillini fino alle vette maestose del Gran Sasso.
Ai piedi del massiccio, si srotola un tappeto di borghi e vallate: Assisi, Montefalco, Trevi, Spoleto e Todi, fino a perdersi nella Conca Ternana, dove il borgo di Cesi si aggrappa alle ultime propaggini rocciose.
Dagli Umbri ai Lincei
Ma i Martani non sono solo natura; sono uno scrigno di beni culturali. Prima dei Romani, furono gli antichi Umbri a sceglierli per edificare osservatori augurali e templi celesti. Secoli dopo, divennero il cuore pulsante delle Terre Arnolfe sotto il dominio longobardo, per poi trasformarsi in un campo di battaglia tra Guelfi e Ghibellini durante l’epoca dei Comuni.
Qui affonda le radici l’illustre famiglia del Duca Federico Cesi, che all’inizio del ‘600 fondò ad Acquasparta l’Accademia dei Lincei, pilastro della storia scientifica italiana.
Outdoor: tra Passato e Futuro
Sul fronte del turismo lento, i Martani hanno vissuto una stagione d'oro alla fine degli anni '80, quando la Regione Umbria inaugurò il Martani Trekking: un anello di 120 chilometri diviso in otto tappe, con il borgo fantasma di Scoppio a fare da fulcro centrale a forma di otto.
Nonostante la manutenzione discontinua del percorso originario, il territorio resta una meta privilegiata per gli amanti delle due ruote e del trekking, grazie a una fitta rete di sentieri secondari che permettono ancora oggi di scoprire, passo dopo passo, la bellezza autentica e selvaggia del cuore dell'Umbria.