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C’è una leggenda che collega il catino dell’Ara Maior alla necropoli di Terni.

Si narra che il catino sacro fosse utilizzato non solo per riti legati al tempio, ma anche durante i funerali più importanti. Prima che il catino scomparisse, veniva portato dalla cima del monte fino alla necropoli, dove l’acqua sacra al suo interno veniva versata sulle tombe più antiche, per risvegliare gli spiriti e ottenere la loro benevolenza. 

Si dice che l’ultimo utilizzo del catino avvenne durante un grande funerale, quando l’acqua rifletté qualcosa di inquietante: non il cielo, ma il volto di una donna sconosciuta. Subito dopo, il catino scomparve.

 

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