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Sospeso tra le rocce dei Monti Martani e l’azzurro profondo della conca ternana, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi cristallizzato in una preghiera di pietra.

È l’Eremita di Cesi (o di Portaria), un presidio dello spirito che i cronisti antichi non esitavano a definire il cuore pulsante dell'ideale francescano.

La rocca della "Genuinità" contro le derive del potere
La storia del francescanesimo, si sa, non è stata un cammino privo di ostacoli. Poco dopo la morte del Poverello di Assisi, l'Ordine si trovò dinanzi a un bivio drammatico. Da un lato, la spinta dei cosiddetti Lassisti, pronti a mitigare il rigore della Regola pur di espandere l'influenza politica e istituzionale della fraternitas; dall'altro, l'aspirazione alla povertà radicale delle origini.
Mentre altrove si cedeva al compromesso e alla "dilatazione del potere", tra le mura silenziose degli Arnolfi la fiamma rimaneva accesa. 
L'Eremita rimase un baluardo di resistenza spirituale, un luogo dove il francescanesimo veniva vissuto nella sua forma più pura, senza sconti e senza orpelli, fedele a quel sogno di spogliazione che aveva rivoluzionato il Medioevo.

Quel primo abbozzo del "Cantico" tra le selve
L’ Eremita è, prima di tutto, un luogo di ispirazione estetica. San Francesco d’Assisi vi soggiornò ripetutamente, trovando in queste alture il silenzio necessario per il dialogo con l'Altissimo.
Secondo una suggestiva tradizione storica, fu proprio qui, rapito dalla "beltà del luogo" una fusione perfetta tra la severità della roccia e la dolcezza dei boschi umbri, che il Santo iniziò a tracciare i primi appunti di quello che sarebbe diventato il capolavoro della letteratura italiana: il Cantico delle Creature.

Un'eredità che ancora respira
Visitare l’Eremita degli Arnolfi significa immergersi in una dimensione "altra". Se le grandi basiliche monumentali celebrano la gloria dell'Ordine, questo eremo ne celebra l'anima. 
È il richiamo costante alla radice, il monito che ricorda come la vera forza di un ideale non risieda nella sua espansione numerica, ma nella capacità di rimanere fedeli a sé stessi anche quando il mondo intorno decide di cambiare direzione.

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