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Se si procede lungo il versante ovest della rocca, ci si imbatte nel muro settentrionale della cinta difensiva, un'imponente struttura che si collega a tre torri, ciascuna con una forma unica e distintiva.

La prima, la torre D, è costituita da una struttura semicircolare, mentre la torre E, di forma pentagonale, sembra sfidare il tempo con la sua geometria insolita. Più avanti, la torre F, circolare, completa questa triade di strutture difensive in pietra.

Ma è dall’alto che si svela un dettaglio intrigante: tra le torri D ed E, equidistante da entrambe, emergono i resti di una struttura dalla forma incerta. Potrebbe trattarsi di un torrione, un altro elemento di questo complesso sistema difensivo.

Tuttavia, non tutto era costruito per resistere alla forza bruta degli assalti. La fortificazione, infatti, non era continua. Si adattava con intelligenza all’orografia del terreno, sfruttando i salti di quota e i passaggi più impervi come difese naturali. Solo in prossimità del centro urbano, dove il terreno si faceva più accessibile, le mura riprendevano vigore, a protezione del cuore pulsante della comunità.

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