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Un presidio benedettino sulle macerie della rocca
Sorta probabilmente nel XII secolo, la chiesa è un importante frammento di storia medievale.
Edificata sulle fondamenta di quella che un tempo era la Rocca di Cesi, la struttura fu un monastero benedettino dipendente direttamente dall’abbazia di Montecassino.
Oggi l’edificio si presenta con una fisionomia robusta e austera, parzialmente modificata nel tempo dall’aggiunta di massicci contrafforti laterali - necessari per ancorare la struttura al suolo scosceso - Sant’Erasmo conserva intatto il suo fascino severo.
L’eleganza del dettaglio: la facciata e l’abside
La facciata, di una semplicità disarmante, accoglie il visitatore con un portale a due rincassi.
Ma è alzando lo sguardo che si scopre il vero tesoro decorativo: un occhio centrale racchiuso in un timpano scolpito.
La transenna che lo chiude è un raffinato gioco geometrico di quadrilateri convessi che si intrecciano attorno a una croce fogliata, unico elemento ornamentale che rompe il rigore della pietra nuda.
Sul retro, l’abside pentagonale mostra ancora la maestria delle maestranze medievali, ritmata da cinque lesene angolari e impreziosita, nella parte alta, da una serie di archetti e cornici dentellate che ne slanciano la figura contro il blu del cielo.
Varcata la soglia, l’interno si rivela nudo, essenziale, quasi a voler invitare al raccoglimento.
La navata unica, con la sua copertura a capanna, conduce lo sguardo verso il presbiterio pavimentato in pietra.
Qui, sull'altare a ceppo, troneggia una copia moderna del busto marmoreo del Santo, il cui originale risale al XVII secolo.
Tra i dettagli che meritano attenzione, si segnala, a destra dell’ingresso, un rocchio di colonna sfaccettata, antico frammento riutilizzato in passato come sostegno per l’acquasantiera.
All’esterno, a testimonianza della vita quotidiana dei monaci che un tempo popolavano questi spazi, restano visibili le vere di due pozzi, collegati a cisterne sotterranee per la raccolta dell'acqua piovana.
Sant’Erasmo non è solo una meta per appassionati d'arte o fedeli; è un punto di approdo per chiunque cerchi una pausa dalla frenesia della valle sottostante. Raggiungerla significa percorrere un sentiero che è insieme fisico e spirituale, arrivando in un luogo dove la pietra sembra respirare all'unisono con la montagna.