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Siamo a Cesi, un borgo che custodisce i resti di una rocca e di una cinta muraria, testimoni silenziosi di un’epoca in cui la strategia difensiva dominava queste terre.
Il progetto di restauro conservativo e riqualificazione funzionale ha ridato vita a queste strutture, consolidandone le murature e restituendo loro la dignità che meritano. Ma non si tratta solo di preservare il passato: l’intervento ha reso questi luoghi accessibili e fruibili, creando nuovi sentieri e potenziando quelli esistenti, per poter apprezzare questo angolo della verde Umbria con la sua storia e bellezza.
Immerso tra le ultime propaggini meridionali dei Monti Martani, il centro fortificato di Cesi si svela come un gioiello storico e architettonico, diviso in due anime distinte ma profondamente connesse. A mezza costa, a 430 metri sul livello del mare, si sviluppa l’abitato vero e proprio, un borgo che sembra emergere dalla roccia, arroccato e protetto dalla natura circostante. Più in alto, a dominare il paesaggio, svetta la rocca, posta sulla cima del monte Eolo, a 787 metri di altitudine, come un guardiano silenzioso che osserva il territorio da secoli.
La posizione strategica del centro fortificato di Cesi è uno degli elementi che ne hanno determinato l’importanza nel corso dei secoli. Domina dall’alto la conca ternana, offrendo una vista privilegiata sulle vie di comunicazione che già in età protostorica iniziarono a definirsi come arterie vitali per il commercio e gli spostamenti. Questo luogo, facilmente difendibile grazie alla sua posizione, era al tempo stesso di facile accesso alle aree pianeggianti circostanti, sfruttate fin dall’antichità per le attività agricole.