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Si tratta delle celebri Grotte Eolie, fessure naturali che penetrano nel cuore profondo del monte S. Onofrio. Come testimoniato dalle cronache storiche del 1897, queste cavità non sono semplici asili di pietra, ma veri e propri polmoni termici capaci di generare correnti d'aria freschissima che, canalizzate nel tessuto urbano, mitigano le torride estati umbre. Questo fenomeno possiede radici che affondano non solo nella geologia calcarea, ricca di stalattiti bianchissime e spettacolari geometrie minerali, ma anche nella letteratura classica ed erudita.
Già Virgilio ne celebrò la natura misteriosa, e secoli più tardi, letterati come Gasparo Murtola inserirono il mito di questi venti persino nelle narrazioni cosmogoniche delle sue opere sulla Creazione. La poesia locale descrive magistralmente questa brezza sotterranea come un "miracolo del Cielo e di Natura", un'aura pieghevole e gentile in grado di trasformare la calura di agosto nella dolcezza tipica di aprile o maggio, regalando al borgo un'aria purissima e un'invidiabile difesa climatica perenne.