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A renderla unica sono soprattutto la conformazione rocciosa, gli ambienti forestali e la presenza di specie vegetali e animali di grande interesse. A spiegare le peculiarità di questo territorio è lo zoologo Riccardo Mattea, che evidenzia come proprio le caratteristiche della montagna di Cesi abbiano favorito nel tempo l’adattamento di numerose specie. «La montagna di Cesi è un territorio molto particolare perché, pur essendo un ambiente povero di acqua, presenta caratteristiche uniche legate alle rocce e ai boschi che ospitano tantissime specie di rilievo», spiega Mattea.
Tra gli elementi più caratteristici del paesaggio vegetale spicca il pino d’Aleppo, una specie di grande interesse per il territorio umbro. «È una specie di pino che, per quanto riguarda il Centro Italia, si trova soprattutto tra la Valnerina e i Monti Martani e caratterizza i boschi di leccio. Rispetto alle altre specie riesce a svettare maggiormente e quindi è molto evidente nel paesaggio», racconta lo zoologo.
La presenza di questi ambienti particolari non rappresenta soltanto un valore paesaggistico, ma costituisce anche un elemento fondamentale per molte specie animali che qui hanno trovato condizioni favorevoli per vivere e riprodursi. Tra queste vi è il biancone, una grande aquila migratrice che predilige proprio habitat caratterizzati dalla presenza di alberi alti e aree boschive alternate a spazi aperti.
«Lungo la catena montuosa dei Monti Martani, in particolare nella parte che affaccia su Terni e quindi nelle zone adiacenti a Cesi, sono presenti tre coppie nidificanti di biancone», sottolinea Mattea. Anche il gatto selvatico europeo beneficia delle caratteristiche di questo territorio. La presenza di ambienti rocciosi, grotte e cavità naturali offre infatti rifugi ideali per questa specie, che utilizza questi luoghi anche per dare alla luce e proteggere i propri cuccioli. Un altro esempio significativo è rappresentato dalla salamandrina dagli occhiali, piccolo anfibio legato agli ambienti umidi e considerato un importante indicatore della qualità ecologica. «Questa specie sfrutta i fontanili ancora presenti sui Monti Martani per deporre le uova e garantire il proprio processo riproduttivo», spiega lo zoologo.