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Un prezioso habitat dei Monti Martani dove, ogni primavera, rare specie migratrici tornano dall’Africa per nidificare tra le praterie di Col Ventoso

Averla piccola

Salendo verso la cima del Monte Torre Maggiore, poco prima di raggiungere la vetta, lungo la strada sulla sinistra si apre uno scenario di grande valore naturalistico: le splendide praterie secondarie della località Col Ventoso. Questi ambienti aperti, modellati nel tempo dall’attività dell’uomo e oggi diventati fondamentali per la biodiversità, rappresentano un vero e proprio rifugio per numerose specie animali, in particolare per alcuni uccelli migratori che ogni anno percorrono migliaia di chilometri per tornare a nidificare sui Monti Martani. A raccontare l’importanza di questi luoghi è lo zoologo Riccardo Mattea, che sottolinea il ruolo fondamentale delle praterie secondarie di Col Ventoso per la conservazione della fauna appenninica.

«Le praterie secondarie sono ambienti estremamente importanti per gli uccelli migratori. In quest’area sono presenti due specie iconiche dell’Appennino che hanno scelto questi luoghi per nidificare e che ogni anno tornano proprio qui per riprodursi», spiega Mattea. Si tratta dell’Averla piccola e del Culbianco, due specie capaci di compiere viaggi straordinari tra Africa e Europa. «Sono specie che affrontano migrazioni lunghissime, dall’Africa subsahariana fino al nostro Appennino, per arrivare nei luoghi di nidificazione», racconta lo zoologo.

Durante la stagione riproduttiva questi uccelli sono facilmente osservabili e permettono di conoscere comportamenti particolarmente interessanti. Tra questi spicca quello dell’averla piccola, un predatore di piccole dimensioni ma dalle abitudini sorprendenti. «L’averla piccola caccia piccoli roditori, grandi grilli e cavallette e ha un comportamento molto particolare: utilizza i cespugli presenti vicino al nido per “impalare” le proprie prede, creando una sorta di dispensa dove conservarle e utilizzarle successivamente come riserva di cibo», spiega Mattea. La presenza di queste specie testimonia il grande valore ecologico delle praterie di Col Ventoso, ambienti che possono sembrare semplici distese erbose ma che in realtà ospitano una rete complessa di vita e rappresentano fondamentali aree di sosta e riproduzione per la fauna migratoria.

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